majoranaSu un inquietante enigma si fonda la trama del romanzo di inchiesta sulla scomparsa del grande fisico catanese Ettore Majorana nel 1938, in piena epoca fascista e alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. La bravura dello scrittore sta proprio nella sua capacità di compiere un'indagine accurata sulla vita di un uomo paragonato da Enrico Fermi a un genio, un "Galileo Galilei"del XX secolo, di cui a un certo punto si perdono le tracce. Suicidio "suggerito" in alcune sue lettere o desiderio di allontanarsi volontariamente da una società che, nel desiderio di supremazia fra le potenze, rischiava di autodistruggersi con le nuove e terribili scoperte della scienza? Negli anni di ricerca all'università Majorana si era dedicato agli studi sull'atomo, sul nucleo di uranio... forse aveva notato qualcosa di particolare prima degli altri (magari di Los Alamos)? Forse presagiva già orribili catastrofi per il genere umano? Non era d'altronde la prima volta che lo scienziato anticipava teorie poi "scoperte" da altri, senza muovere un dito per rivendicarne il merito e anzi rimanendo in disparte, nella sua "purezza" che non accettava compromessi o ricatti, e che gli aveva talvolta creato degli attriti con alcuni ambienti accademici.

Sciascia stimola la curiosità del lettore perché lo guida nella ricostruzione dei fatti con un metodo scientifico, razionale, che mette alla prova le ipotesi e non lascia nulla al caso o alla fantasia, ma è determinato nella ricerca della verità. La scrittura è chiara e scorrevole, presenta i fatti nella loro essenzialità e pertanto il testo è consigliabile proprio a quei lettori "tecnici" che non amano le descrizioni ridondanti, ma desiderano individuare subito i nuclei principali della storia, usando un termine ben conosciuto scientificamente da Majorana.