Il caso emblematico dell'India
L’11 agosto, 2025, la Corte Suprema di Nuova Delhi aveva emanato l’ordinanza “Delhi-NCR”, attraverso la quale disponeva la cattura di tutti i cani di strada al fine di “deportarli” e rinchiuderli, in maniera pemanente, all’interno dei canili. I motivi dell’ordinanza erano principalmente: la pericolosità dei randagi, considerando i crescenti episodi di aggressione (una stima di circa 2000 al giorno); e il rischio di contrarre rabbia a bambini ed adulti. In India, come in altri Paesi asiatici (limitandoci alla realtà asiatica), le dimensioni del fenomeno del randagismo sono molto significative e dai tratti drammatici, ma nonostante ciò, nel corso degli anni, nessun intervento valido alla sua delimitazione è stato attuato.
Era chiaro che nella decisione istituzionale non vi era spazio per la salvaguardia dell’animale, ma si trattava prettamente di una cattura a tappeto per poi lasciarli al loro destino. Infatti, l’ordinanza non prevedeva alcun sostegno concreto ai canili per il mantenimento, alimentare e medico, dell’animale.
Ma ecco che inaspettatamente l’iniziativa istituzionale ha sollevato una serie di ampie proteste all’interno del Paese, da parte di associazioni animaliste, celebrità così come da alcuni privati cittadini, definendo la direttiva come “inumana”.
I partecipanti alle proteste pacifiste hanno fatto sentire la loro voce di opposizione ai megafoni per le città di Delhi, Chennai, Lucknow, Siliguri, Mumbai e Jaipur, sotto lo slogan “Awara nahi humara hai” (They are not strays / homelss, they are ours). Gli attivisti hanno accusato la corporazione municipale di Delhi (Municipal Corporation of Delhi) della mancanza di misure per le sterilizzazioni e vaccinazioni, mentre invece l’ordinanza avrebbe potuto portare ad atti crudeli e, persino, all’estinzione.
Sentenza rivisitata : Revised Ruling on Culling
Dopo giorni di continue proteste in piazza, che hanno visto l’intervento della polizia locale per debellarle, il 22 agosto la Corte Suprema ha rivisitato il suo precedente ordine (Delhi- NCR). La questione si è estesa a livello nazionale, trasferendo i casi relativi ai cani di strada dalle alte corti alle istituzioni nazionali, al fine di uniformare una policy nazionale.
Il verdetto rivisitato ha un nuovo carattere e, “apparentemente”, più umanizzante. Infatti in esso si va priorizzando il trattamento umano, la salvaguardia pubblica e l’implementazione, appunto, di una policy a livello nazionale.
Le direttive chiave della Corte
- Alla luce della nuova decisione, i cani potranno ritornare ai loro luoghi originari, ma dopo essere stati sterilizzati, vaccinati e sverminati. Solo i cani con rabbia o aggressivi non potranno essere rilasciati.
- È vietato portare cibo semplicemente in strada, piuttosto saranno create delle aree apposite; chi viola il regolamento sarà sottoposto a procedimento penale.
- Corpi civili saranno preposti al controllo di violazioni oltre a prevedere sistemi di segnalazione (helplines).
- La Corte dichiara che i cani di strada non possono essere uccisi, sottoposti a stress da parte degli umani, in linea con la protezione giudiziaria.
- I cani adottati non potranno ritornare alla strada. La Corte intenderà uniformare la policy a livello nazionale dopo aver sentito tutte le parti.
Un approccio equilibrato per tutte le parti in gioco
Il regolamento rivisitato marca un passo significativo nell’ambito della policy indiana riguardante i cani di strada. La direttiva della Corte suprema per la sterilizzazione e il rilascio dei cani assicurerebbe un trattamento più “umano” implementato sui diritti degli animali pur, comunque, avendo in focus i temi della sicurezza pubblica.
Una realtà ancora da regolarizzare
Tuttavia però, l’attuale situazione reale è tutt’altro rispetto a quanto dichiarato sulla carta. Infatti, nonostante ci sia stato un passo indietro da parte della Corte, i cani catturati si troverebbero ancora in cattività nelle strutture di deportazione. Infatti, in rete è stato condiviso un video di denuncia, da parte di un ragazzo, attraverso il quale è possibile constatare le condizioni drammatiche in cui si trovano i cani. Secondo quanto si apprende dalle riprese, all’Animal Birth Control (ABC) di Delhi, i cani sarebbero posti in spazi ristretti, lasciati senza cibo, senza cure mediche e altrettanto quelle igieniche, e si troverebbero persino corpi in decomposizione.
I gruppi di attivisti di protezione animale richiedono un immediato e severo intervento da parte delle autorità al fine di ottenere principalmente un rafforzamento delle leggi di benessere dell’animale, un controllo restrittivo sui centri di ABC e una maggiore responsabilità pubblica in tema di salvaguardia degli animali di strada.
- Gia nel 2022 la BBC pubblicava sul suo sito un articolo relativo alla difficile condizione dei cani di strada in Kerala, (stato del sud dell’India), in seguito ad episodi di aggressione; seppur questo Stato non fosse classificato tra i top 10 per numero di cani di strada.
- In Marocco, la situazione attuale per i cani e gatti di strada è angosciante. In vista dei preparativi per i Mondiali di calcio 2030, il governo ha ordinato lo “sterminio” degli animali di strada e i metodi utilizzati a tal fine sono ahimè efferati.