Mystery Box: il pacco è servito
Home » Categorie  »  Attualità  »  Mystery Box: il pacco è servito
Mystery Box: il pacco è servito
mysterybox2

Le Mystery box (scatole misteriose) sono una trovata di marketing nata negli ultimi anni a seguito dello sviluppo degli acquisti on line. L'idea di base è molto semplice: il cliente acquista una scatola senza saperne il contenuto (anche se di solito si conosce almeno la tipologia di merce).

Con l'avvento dell'e-commerce, le mystery box sono diventate una tendenza popolare soprattutto tra i più giovani appassionati di tecnologia e gadgets. Come è facile intuire, questa modalità di acquisto fa leva sull'effetto sorpresa, un po' come quando si riceve un regalo, solo che in questo caso i soldi li spendi tu, quindi se il regalo non dovesse esser gradito ci hai rimesso anche soldi tuoi. Comunque sia, l'idea di vendere prodotti a scatola chiusa è da anni in voga ed ha cominciato a contagiare anche alcuni negozi che l' hanno proposta con discreto successo.

La prima volta che ho assistito in presenza ad una "blind sale" è stata qualche mese fa al Centro Commerciale MaxiMall di Pompei, ed era organizzata da Amazon: migliaia di pacchi erano accatastati in enormi cesti, e le persone che decidevano di partecipare potevano toccare i pacchi e sceglierne quanti ne volevano. Il costo del pacco era di 3 centesimi di euro al grammo. Mi è sembrata talmente una sciocchezza che non ho neanche cercato di capire cosa contenessero questi pacchi, ho visto solo tantissime persone prese dall'entusiasmo di acquistare più pacchi possibili e troppe persone che incuriosite dagli acquisti al buio provavano e tentavano la fortuna.

Ma andiamo oltre, perché poi dopo qualche mese ci sono cascata pure io! La seconda "blind sale" al MaxiMall non era organizzata da Amazon ma da un famoso retail di borse ed accessori usati di lusso. Ecco, in quella occasione mi sono "illuminata di immenso" sia perché le borse sono una delle mie passioni, sia perché c'era scritto che in palio ci fossero(appunto) borse ed accessori di lusso tra cui una borsa mini di Jacquesmus. Certamente era scontato che non ci potessero essere chissà quante borse Jacquesmus ed era praticamente impossibile trovare borse di Chanel o Dior (regolarmente in vendita nel negozio) ma siccome stiamo parlando di brand di lusso o comunque di un negozio che vende anche borse di pelle artigianali, l'idea che potesse uscire dal pacco qualcosa di carino (cintura, portafoglio, portacarte, foulard ecc.) era plausibile, e poi c'era il prezzo del pacco, 30 euro, quindi sempre in buona fede ho pensato che non fosse proprio una fregatura! anche perché in qualche pacco che ho visto aprire davanti a me, ho intravisto borsette e pochette, quindi, alla fine, mi sono convinta.

Spoiler: era tutto uno specchietto per le allodole! Da premettere che c'erano persone che acquistavano sei, sette pacchi ma personalmente non mi sarei mai sognata di fare una cosa del genere perché io, con 180 euro, mi compro una bella borsetta di Karl Lagerfeld all'Outlet, ma era talmente tanta la curiosità di provare che un pacco ho voluto acquistarlo (pardon mi è stato regalato da mio marito).

Cosa c'era dentro? c'era sì una borsa e anche un bracciale, ma la borsa era di un brand sconosciuto francese che poi ho scoperto vende on line solo borse il cui valore oscilla tra i 30 e max 50 euro, mentre il bracciale era un bijoux di Rocco Barocco di scarso valore e pure bruttarello (uscito anche rotto). Ad onor di cronaca devo specificare che personalmente mi è andata pure bene! perché negli altri pacchi ho visto estrarre borsette ancora più brutte, t-shirt, pochette, occhiali da sole, il solito bracciale Rocco Barocco, ma nulla che valesse manco 30 euro. Insomma nessuna Jacquesmus manco di sfuggita!

Morale della storia? il titolare del negozio ha guadagnato una barca di soldi vendendo prodotti di scarso valore, le persone hanno speso centinaia di euro per prodotti che non valevano la cifra spesa, non si è visto nessun prodotto che si avvicinasse ai brand di lusso (manco una zip di Louis Vuitton) ed inoltre si è creata una montagna di carta e plastica degli imballaggi in barba ai problemi legati alla sostenibilità ambientale.

Personalmente ho trovato questa prima ed unica esperienza di "blind sale" abbastanza deludente e nessun "effetto sorpresa" può esser soddisfacente come il comune modo di fare shopping, vedendo, testando o magari innamorandoti di un prodotto a prima vista.

Ps. il senso di colpa per aver fatto spendere inutilmente 30 euro a mio marito era così tanto che il giorno dopo gli ho voluto offrire una bella colazione al bar, quella sì che valeva i soldi spesi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll to Top